E’ uscito il nuovo numero de “Il Sfuei” di luglio 2007 presente all’interno di Pense e Maravee dedicato all’Associazione storico-archeologico-culturale Valentino Ostermann
Riscoprire il patrimonio storico gemonese:
l’attività dell’Associazione storico-archeologico-culturale Valentino Ostermann
Quante volte passeggiando lungo Via Bini, o salendo la gradinata fino al Castello, non abbiamo potuto fare a meno di constatare quanto poco sappiamo della storia di Gemona, e quanto poco si faccia per conservare e valorizzare i segni del passato medievale ed antico del nostro paese? Quanto poco sappiamo, ad esempio, delle opere e dei tesori conservati nel museo del Duomo, oppure della storia di luoghi come Porta Udine o la “Cjase dai cuarvats”…
Partendo anche da simili considerazioni, grazie all’entusiasmo di alcuni appassionati, il 25 settembre dello scorso anno è nata l’Associazione storico-archeologico-culturale Valentino Ostermann, che si pone come obiettivi primari l’individuazione, lo studio, la tutela e la valorizzazione del patrimonio dei beni culturali ed ambientali di Gemona e del territorio (più precisamente di beni archeologici, monumentali, architettonici, paesaggistici, artistici, storici, archivistici, librari ed etnografici), al fine di favorirne una maggiore conoscenza e fruizione da parte dei cittadini.
Proprio per i suoi intenti a sfondo storico e divulgativo, l’associazione ha scelto di richiamare nel suo nome la figura di Valentino Ostermann, noto gemonese dell’Ottocento che si dedicò allo studio del folclore e della vita del popolo friulano.
L’associazione, senza fini di lucro, si affida alle iniziative gratuite e volontarie dei suoi soci e mira al raggiungimento dei suoi obiettivi tramite la promozione di attività quali esposizioni, mostre, convegni, iniziative di studio e di ricerca, visite guidate in luoghi d’interesse storico-culturale, supporto a campagne di ricerca archeologiche, puntando ad una proficua collaborazione con istituzioni locali quali la Soprintendenza, le amministrazioni e gli enti locali.
A riprova di quest’ultimo proposito, in accordo con la Soprintendenza per i beni ambientali, è stato scelto come stemma dell’associazione un sigillo tre-quattrocentesco rinvenuto durante la campagna di scavi nel Castello di Gemona.
Nonostante la nascita recente, l’associazione ha già avuto modo di incrementare notevolmente il numero dei suoi soci (attualmente sono una trentina), a conferma del successo che le attività finora proposte hanno ottenuto e dell’opportunità degli obiettivi fissati.
Le iniziative più rilevanti finora realizzate sono state la visita al sito archeologico del Parco culturale di Castel Raimondo a Forgaria (svoltasi lo scorso mese di dicembre) ed il sopralluogo di gennaio alla “Casa dai cuarvats” volto a proporre un progetto d’intervento conservativo. Grande partecipazione ha inoltre contraddistinto il laboratorio di lettura di documenti medievali del ricchissimo archivio storico di Gemona. Nel corso del laboratorio, svoltosi a marzo in nove incontri tenuti dalla docente Alida Londero, sono stati approfonditi i metodi di riconoscimento ed interpretazione delle grafie e delle abbreviazioni medievali, con costante richiamo al contesto storico dei documenti esaminati.
Attualmente alcuni dei soci si stanno impegnando nella cernita, inventariazione e catalogazione dei reperti archeologici rinvenuti per la gran parte nel sito del Castello, nel corso della campagna di scavi archeologici 2004/2006. Tale attività ha lo scopo ultimo di integrare i reperti al patrimonio dei musei di Palazzo Elti, se verrà adibita un’apposita sezione archeologica, e di presentarli entro breve in una mostra con relativo catalogo; questo progetto permetterebbe l’esposizione e la conoscenza di oggetti che altrimenti rimarrebbero con ogni probabilità chiusi nei magazzini. In gran parte i reperti in questione sono monete, frammenti d’affreschi e ceramiche anche di grande importanza storica, punte di frecce, palle di bombarda in pietra, monili e suppellettili, frammenti d’oggetti in ceramica: boccali, vassoi, piatti, ciotole, ed anche il sigillo preso come stemma dell’associazione.
Per i prossimi mesi l’intento del gruppo è quello di organizzare attività che interessino altri siti rilevanti dal punto di vista storico-archeologico già individuati in collaborazione con la Soprintendenza.
L’associazione dispone di un sito, visitabile all’indirizzo www.sacostermann.org, grazie al quale è possibile tenersi al corrente delle iniziative in cantiere ed eventualmente informarsi sulle condizioni d’iscrizione.
Scarica il file PDF >>> Il Sfuei – luglio 2007
luglio 5th, 2007 at 17:03
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